Lectio Divina – nella Regola di S. Benedetto

Il “rilancio” della lettura della Bibbia voluta da Concilio Vaticano II e oggi, oggetto della preoccupazione pastorale dei Vescovi, è un segno positivo nella vita della Chiesa.

Ma è anche un segno che la “spinta” del Concilio non ha ancora portato i suoi frutti.

Riusciranno i cristiani ad entrare nella prospettiva che senza il nutrimento quotidiano della Parola di Dio saranno sempre fedeli “anoressici”.

La Parola e l’Eucaristia sono “cibo” il quale guarisce, illumina, nutre, fa crescere verso la piena maturità la persona del cristiano in Cristo Gesù.

Concilio Vat. II, Dei Verbum, cap. VI,25, “Parimenti il santo Concilio esorta con ardore e insistenza tutti i fedeli, soprattutto i religiosi, ad apprendere « la sublime scienza di Gesù Cristo » (Fil 3,8) con la frequente lettura delle divine Scritture. « L’ignoranza delle Scritture, infatti, è ignoranza di Cristo ». Si accostino essi volentieri al sacro testo, sia per mezzo della sacra liturgia, che è impregnata di parole divine, sia mediante la pia lettura, sia per mezzo delle iniziative adatte a tale scopo e di altri sussidi, che con l’approvazione e a cura dei pastori della Chiesa, lodevolmente oggi si diffondono ovunque. Si ricordino però che la lettura della sacra Scrittura dev’essere accompagnata dalla preghiera, affinché si stabilisca il dialogo tra Dio e l’uomo; poiché «quando preghiamo, parliamo con lui; lui ascoltiamo, quando leggiamo gli oracoli divini ».

S. AGOSTINO, Esp sul Sal 32, II,1, “Ebbene se pane è la Parola di Dio sudiamo nell’ascoltarla, se non vogliamo morire restandone digiuni”.      

 S. AGOSTINO, Esp sul Sal 36, d. 3, 5, “Il pane è infatti la Parola di Dio che mai si allontana dalla bocca del giusto (del cristiano)… Questo pane corporale lo mangi per un momento e lo lasci; ma quel pane che è la Parola lo mangi giorno e notte. Infatti quando ascolti o leggi, mangi, quando poi rifletti, rumini… colui che ingoia, in modo cioè che non sia manifesto in lui ciò che ha mangiato, si dimentica di ciò che ha udito. Chi invece non si dimentica, riflette e riflettendo rumina, e ruminando si allieta”.  


 


 

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Descrizione

Beato l’uomo che si compiace
della legge del Signore e la medita giorno e notte…
darà frutto a suo tempo.

(Sl 1, 1-3).

Il cibo dell’anima cristiana:
giorno e notte meditare la legge del Signore.

(S. Girolamo lett.V,2)

 

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