La Vocazione

Scelta divina: risposta umana.

La vocazione, essendo nella Chiesa e per la Chiesa, è costituita da due fattori. Oltre alla consapevolezza e alla coerenza al dono della vocazione nella vita concreta della persona perché cresca ogni giorno fino alla piena maturità di Cristo, necessita dell’in-tima adesione al Santo Spirito, autore e perfezionatore della vocazione.2
Tuttavia, la più sublime profonda azione dello Spirito Santo, anche se autentica, non è mai sufficiente a stabilire l’esistenza della vocazione. Necessita una concreta espres-sione.

Essendo una azione dello Spirito Santo nel cuore umano la persona stessa non può rendersi conto pienamente:

1 Cor 2,914, “Sta scritto infatti: Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano. Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio. Chi conosce i segreti dell’uomo se non lo spirito dell’uomo che è in lui? Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai potuti conoscere se non lo Spirito di Dio. Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere tutto ciò che Dio ci ha donato. Di queste cose noi parliamo, non con un linguaggio suggerito dalla sapienza umana, ma insegnato dallo Spirito, espri-mendo cose spirituali in termini spirituali. L’uomo naturale però non comprende le cose dello Spirito di Dio; esse sono follia per lui, e non è capace di intenderle, perché se ne può giudicare solo per mezzo dello Spirito.


 


 

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Descrizione

Duplice è l’operazione dello Spirito Santo.
Altro è quello che opera in noi per noi, altro quello che opera per il prossimo.
Per noi, vale a dire per la nostra utilità, produce in noi
prima la compunzione, per distruggere il peccato; in secondo luogo, la devozione,
medicando e sanando le ferite; in terzo luogo, dandoci l’intelligenza, ci conferma e ci corrobora; in quarto luogo aumentando in parecchie maniere queste stesse cose
e infondendo l’amore, inebria quasi con vino. Gli altri carismi, cioè la sapienza, la scienza, il consiglio e cose del genere, ci vengono date per l’utilità degli altri…
In queste operazioni bisogna guardarsi da un doppio pericolo, quello di dividere con gli altri quelle cose che ci vengono date per noi, di riservare per noi soli ciò che ci viene dato per il nostro prossimo.

Se infatti riteniamo soltanto per noi quello che ci viene dato per l’utilità degli altri, non abbiamo carità…
E d’altro lato, se vogliamo metterci in mostra per i doni ricevuti,
e non cercare invece di piacere a Dio nell’occulto del cuore, perdiamo l’umiltà…
Il giusto ordine del nostro profitto consiste dunque in questo, che cerchiamo cioè in primo luogo di essere ripieni dei doni di compunzione e degli altri, e poi, se, per grazia dello Spirito Santo avremo in abbondanza gli altri,
cioè la sapienza e la scienza, cerchiamo di farne parte al nostro prossimo.
Così veramente otterremo quel dono dello Spirito Santo che si chiama discrezione degli spiriti,
se riserveremo a noi quelle cose che riguardano noi soli, e se dispenseremo a noi stessi e al prossimo
quelle cose che vengono date per l’utilità degli altri

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